"Sanguis et ossa manent ista Clementis in urna"

Iscrizione sull'altare di San Clemente — Oratorio del Gonfalone, Voltaggio

L'arrivo delle reliquie a Voltaggio (1673)

Nel 1671 il cappuccino Padre Angelo Maria da Voltaggio (al secolo Antonio De Rossi, zio del futuro santo Giovanni Battista De Rossi), che risiedeva a Roma ed era iscritto — come tutta la sua nobile famiglia — alla Confraternita del Gonfalone, si offrì di procurare ai confratelli un "corpo santo" dalle catacombe romane, affinché potessero venerarlo nel loro oratorio.

Due anni dopo ottenne la donazione dei resti ritenuti di un San Clemente di Roma — il papa in carica era allora Clemente X, ed è verosimile che il nome del santo sia stato scelto proprio per ricordare il donatore. I resti provenivano con buona probabilità dall'importante cimitero di Callisto del II-III secolo.

Traslate via mare a Genova, le preziose reliquie arrivarono a Voltaggio il 28 ottobre 1673, furono esposte sull'altare maggiore del convento dei Cappuccini e il giorno seguente accompagnate in solenne processione alla sede della Confraternita, ancora presso la chiesa parrocchiale. Nel 1677, con il trasferimento della Confraternita nell'attuale sede, la cassa sigillata fu portata sull'altare appositamente preparato.

Il quadro di Bartolomeo Agosto (1682)

Il dipinto trilobato di Bartolomeo Agosto del 1682 immortala questo straordinario evento: la processione attraversa il ponte sul Lemme; i confratelli sono incappucciati; sullo sfondo, al di là dei primi monti, si scorgono il mare e i vascelli usati per il trasporto. In alto, in gloria su una nuvola, il santo — nel convenzionale abbigliamento militare romano — reca nella destra la palma del martirio (subito probabilmente sotto Diocleziano) e intercede per il paese minuziosamente rappresentato sotto di lui.

La veduta di Voltaggio più antica

Il quadro di Bartolomeo Agosto costituisce la più accurata immagine che ci è pervenuta della Voltaggio di fine Seicento, già ricostruita dopo l'incendio del 1625. È un documento storico di straordinario valore per la conoscenza del paese.

L'urna e l'altare

Le reliquie sono custodite in una pregevole urna di cristallo ed ebano, con diversi elementi decorativi (rami di palma, fiori, bacche, angeli) in bronzo fuso dorato. Non è certo se questa sia l'urna originaria del 1673 o quella acquistata nel 1717 per l'esposizione ai fedeli. Attualmente si trova protetta da una teca di vetro in posizione sopraelevata, mentre la nicchia che la contiene è chiusa da due ante nascoste dal quadro del 1682.

Accanto all'urna sono esposti due artistici busti-reliquiari barocchi in legno policromo di metà Seicento: San Valentino (a destra) e San Caio (a sinistra).


Nota: San Clemente in altri luoghi d'Italia

In più d'un paese d'Italia sono presenti reliquie attribuite a un qualche San Clemente martire. Si tratta certamente di resti di diverse persone, provenienti però dalle stesse catacombe romane del I-II secolo.

Trecate (Novara) — 1758

Il 18 dicembre 1758, altre reliquie di ossa e sangue giunsero a Trecate (NO). Le aveva ricevute in dono il marchese Anton Giorgio Clerici, nominato ambasciatore a Roma da Maria Teresa d'Austria al Conclave del 1758. Il 6 luglio fu eletto papa il cardinale Carlo della Torre Rezzonico con il nome di Clemente XIII. Al termine del conclave, i cardinali donarono al marchese i resti di due martiri delle catacombe di San Calepodio: a uno fu dato il nome di San Benedetto (in onore del defunto papa), all'altro il nome di San Clemente (in onore del nuovo papa). Il marchese donò poi le reliquie di San Clemente alla chiesa di Trecate. L'analisi delle ossa ha ipotizzato che si trattasse di un giovane tra i 25 e i 30 anni, verosimilmente di famiglia patrizia (ampolla di vetro cesellato, non liscio).

Acireale (Catania) — 1778

Il 14 maggio 1778 reliquie provenienti dalle catacombe di Pretestato (allora denominazione del cimitero di Callisto) giunsero alla cattedrale di Acireale. Confermate autentiche dalla competente Congregazione e attribuite a un martire cristiano del I secolo, ricevettero il nome Clemente in onore di papa Clemente XIV, che aveva concesso le reliquie e nel frattempo era morto.

San Benigno Canavese (Torino)

Dall'epoca settecentesca, anche un'antica abbazia di San Benigno Canavese vanta nella propria cripta i resti di un San Clemente, martire romano, ottenuti dall'allora abate cardinale Carlo Vittorio Amedeo Ignazio delle Lanze dopo il loro ritrovamento in una catacomba romana.

Il San Clemente "ufficiale"

Il San Clemente storicamente noto — papa e martire, terzo successore di Pietro, ricordato il 23 novembre dalla Chiesa di Roma — è sepolto nella Basilica minore di San Clemente al Laterano. È una figura storicamente documentata, ben distinta dai diversi martiri anonimi ai quali è stato attribuito il nome di Clemente in onore dei pontefici donatori.

Altare di San Clemente con urna reliquiaria e busti barocchi, Oratorio del Gonfalone

Altare di San Clemente: l'urna reliquiaria in cristallo ed ebano e i busti di San Valentino e San Caio

San Clemente di Roma (papa)

Terzo successore di Pietro, martire, ricordato il 23 novembre. Sepolto nella Basilica di San Clemente al Laterano, Roma. È l'unico San Clemente storicamente documentato come papa e martire.