Le origini

A Voltaggio hanno sede e sono tuttora attive tre confraternite; la più antica pare sia proprio questa, stando alle ricerche della professoressa Emilia Angiolino Bagnasco, che tra il 1980 e il 1994 curò il riordino e la classificazione dell'archivio storico — circa un migliaio di documenti dal 1625 ai giorni nostri — nell'ambito di un progetto promosso dall'Assessorato ai Beni Culturali della Regione Piemonte. Nel 1995 ella pubblicò una storia dell'Oratorio, tuttora acquistabile in loco.

La prima sede di cui si abbia notizia sicura era posta accanto alla chiesa parrocchiale: in un atto notarile del 1569 la "Compagnia dei Disciplinanti di Santa Maria" — così era allora denominata — è già menzionata come realtà consolidata. L'esatto anno di fondazione è ignoto, poiché nel 1625 un violento incendio appiccato dai Savoiardi in guerra contro la Repubblica di Genova distrusse quasi totalmente gli archivi locali, sia comunale che parrocchiale.

Il documento più importante

La bolla del cardinale Francesco Barberini (nipote di papa Urbano VIII), datata maggio 1640, conferma l'aggregazione all'Arciconfraternita di Nostra Signora del Gonfalone in Roma avvenuta il 6 agosto 1609, riconosce la Confraternita "canonicamente eretta" e ne ribadisce i privilegi. Il doppio sigillo in ceralacca rossa porta lo stemma papale (tre api su scudo) e quello della congregazione romana. È conservato nella sacrestia.

L'aggregazione a Roma e il riconoscimento canonico (1609–1640)

Il 6 agosto 1609, secondo le disposizioni introdotte nel 1575 da papa Gregorio XIII, la Confraternita fu aggregata all'Arciconfraternita della Beata Vergine del Gonfalone in Roma. Tale aggregazione conferiva indulgenze, grazie spirituali e riconoscimento nell'ambito della Chiesa universale. Il sodalizio era pertanto persona giuridica dotata di propri statuti (approvati dal vescovo) e di un patrimonio consistente in immobili affittati, mutui fondiari e lasciti — tra cui uno destinato alle doti delle ragazze povere.

Le attività caritative: l'ospedale di Santa Maria Maddalena

Nel XVII secolo la principale attività caritativa dei confratelli si svolgeva nell'ospedale di Santa Maria Maddalena, ubicato accanto all'oratorio dove oggi sorgono le scuole dell'infanzia e primaria. L'ospedale fungeva da ospizio e ricovero temporaneo per malati in attesa di trasferimento, ma accoglieva anche viandanti e pellegrini da o per Santiago de Compostela. Era gestito autonomamente da quattro protettori, tra i quali il Priore e il Sottopriore della Confraternita.

L'incendio del 1625 e la ricostruzione

Nel 1625 i Savoiardi, in guerra contro la Repubblica di Genova, incendiarono Voltaggio causando gravissimi danni. Andarono distrutti gli archivi e gran parte del paese. La vecchia sede della Confraternita, rimediati i danni, fu ceduta nel 1676 alla parrocchia per farne sacrestia. Come nuova sede fu scelta proprio la chiesa allora intitolata a Santa Maria Maddalena, la cui costruzione era iniziata nel 1631 su un terreno donato da Oberto (De) Ferrari.

La nuova chiesa (1631–1680)

I lavori della nuova fabbrica procedettero lentamente: nel 1644 fu montata la porta, nel 1645 vi fu celebrata per la prima volta la festa patronale con il trasporto della pala di Bernardo Carrosio dalla vecchia cappella del Canneto. La facciata era completata prima del 1665, quando lo stesso Carrosio ricevette l'incarico di dipingervi un affresco con Santa Maria Maddalena. Nel 1680 i fratelli Pantalino e Bartolomeo Agosto vi eseguirono il nuovo affresco con la Madonna del Gonfalone, tuttora visibile.

Confratelli illustri

Tra i confratelli figurano uomini di legge, notai, artigiani, artisti, uomini d'armi e religiosi. Sono menzionate due famiglie nobili di particolare rilievo: quella del santo Giovanni Battista De Rossi (nato a Voltaggio nel 1698, vissuto e morto a Roma nel 1764) e quella del venerabile Niccolò Olivieri, prodigatosi nell'opera di riscatto degli schiavi. Munifici benefattori furono soprattutto i De Ferrari, proprietari di gran parte della contrada in cui sorgevano l'oratorio e l'ospedale.

Le soppressioni e il periodo napoleonico

Nel 1798 il governo francese soppresse la Confraternita, e l'Oratorio fu spesso adibito a caserma. I confratelli cercarono di evitare le occupazioni militari "arrangiando rimesse" o affittando stalle per soldati e cavalli. Con l'avvento del Regno d'Italia, le confraternite con scopi benefici furono sottoposte a tutela governativa; i beni produttivi di reddito furono confiscati a favore di istituzioni pubbliche, lasciando ai sodalizi solo i beni improduttivi, come le chiese.

La Confraternita oggi

Attualmente la Confraternita del Gonfalone è retta secondo lo statuto generale delle Confraternite dell'Arcidiocesi di Genova approvato nel 2005. Svolge attività di culto, in particolare la commemorazione dei defunti e la festa della Natività della Madonna, celebrata la domenica più vicina all'8 settembre, preceduta da una settimana di funzioni religiose.

Conta quasi duecento confratelli e consorelle, molti dei quali attivi nel volontariato, nell'assistenza e in adozioni a distanza. La loro presenza garantisce l'apertura dell'Oratorio nei giorni festivi da maggio a settembre e nel periodo natalizio.

Approfondimento

La storia completa della Confraternita è raccolta nel volume della prof.ssa Emilia Angiolino Bagnasco (1995), acquistabile presso l'Oratorio.